Resilienza mentale e fisica: qual è più importante?
Resilienza mentale nello sport: senza dubbio più importante di quella fisica. È una posizione netta, ma è quello che vedo ogni giorno nel mio lavoro con atleti d’élite.
Di conseguenza ogni atleta, indipendentemente dalla disciplina sportiva che pratica, dovrebbe impegnarsi sia nell’allenamento mentale, sia nell’allenamento fisico.
Da coach e ultra-runner sono convinto che la resilienza mentale sia più importante, perché è grazie alla nostra mente che riusciamo a focalizzare la nostra attenzione su ciò che è davvero importante, soprattutto in situazioni stressanti. Ecco perché è grazie alla nostra mente che siamo in grado di applicare le nostre capacità fisiche.
Situazioni altamente sfidanti, quindi di maggior stress, richiedono elevate capacità fisiche che possono essere manifestate soltanto se l’atleta possiede un livello di resilienza mentale adeguato.
Un bravissimo e resistentissimo calciatore non potrà mettere in campo tutta la sua bravura in una finale importante se non avrà un’adeguata forza mentale che gli permetterà di gestire la pressione e lo stress.
Uno studio pubblicato su PubMed sulla resilienza psicologica nei campioni olimpici conferma che la capacità di gestire lo stress e la pressione è uno dei fattori più determinanti nella performance d’élite.
Resilienza mentale nello sport: è davvero così importante?
Quando alleniamo il nostro fisico, alleniamo il nostro tessuto muscolare. Non solo: sviluppiamo e alleniamo le reti neurali nel nostro cervello. In altre parole, quando facciamo allenamento fisico, creiamo reti neurali che inviano segnali ai muscoli in relazione a come attivarsi secondo modalità specifiche sempre più efficaci.
Resilienza mentale e qualità dell’allenamento
Il modo in cui eseguiamo il nostro allenamento fisico è di fondamentale importanza. Da ciò dipende quanto l’allenamento stesso sarà produttivo. Maggiore sarà il numero di allenamenti produttivi, migliori saranno i risultati che saremo in grado di ottenere.
Il modo principale che ci consente di incrementare la qualità dei nostri allenamenti è con l’attenzione. Grazie alla nostra capacità di prestare la massima attenzione durante il processo di allenamento possiamo mettere in pratica la cosiddetta pratica intenzionale. La modalità di allenamento, cioè, in cui la presenza mentale consente all’atleta di ottenere prestazioni migliorative di alto livello.
Elimina le distrazioni
Allenarsi rimanendo mentalmente presenti significa eliminare il più possibile le distrazioni durante l’allenamento. La maggior parte degli atleti non si impegna in tal senso, anzi fa di tutto per distrarsi dallo stress causato dalla performance allenante.
La maggior parte degli atleti non allena l’attenzione durante l’allenamento fisico. Ascoltano musica, guardano lo smartphone, cercano di distrarsi dallo sforzo. Il risultato è un allenamento fisicamente presente ma mentalmente assente..
Senza la massima attenzione non possiamo essere consapevoli della nostra postura, della nostra respirazione, di tutti gli aspetti propriocettivi legati alla percezione del nostro corpo nello spazio. Senza la massima attenzione, quindi, è molto difficile monitorare e avere consapevolezza di tutti quegli aspetti che che ci consentono di migliorare.
Resilienza mentale: svilupparla con 4 interventi concreti
- Inserisci gradualmente nei tuoi allenamenti alcune sessioni senza musica (magari potresti ascoltare musica solo nelle sessioni di scarico che non richiedono grande impegno) in modo da mantenere la tua attenzione sul tuo corpo
- Sviluppa un rituale personale che ti aiuti trovare la concentrazione
- Crea delle ancore che ti consentano di entrare in uno stato d’animo funzionale in cui la tua capacità di focus venga enfatizzata
- Dedica un po’ di tempo al miglioramento della respirazione grazie a questi semplici esercizi
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