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Perseverare nell’epoca del tutto e subito

La capacità di perseverare nei nostri intenti ci ha permesso di evolverci e di fare tutte le grandi cose che, nel tempo, siamo stati in grado di creare. Questa capacità è ora messa in serio pericolo.

È innegabile: viviamo in un’epoca dove il principio del tutto e subito la fa da padrone. Siamo letteralmente inondati di notifiche di ogni tipo: e-mail, messaggi, avvisi di chiamata, promemoria di eventi, scadenze… Il modo di comunicare attualmente più utilizzato la dice lunga sul periodo che stiamo vivendo: la messaggistica istantanea. Questo aggettivo è di per sé estremamente esplicativo: istantanea. Cioè che prevede una conseguenza immediata, senza possibilità di attesa, senza alcun intervallo tra l’emissione della comunicazione e la sua ricezione da parte del destinatario.

Ammettiamolo: chi di noi non si è mai spazientito dopo che ci siamo resi conto che il nostro interlocutore ha letto il messaggio e non ci ha dato una risposta immediata? Chi di noi non si scoccia dei continui avvisi da parte del nostro smartphone, ma si guarda bene dal disattivare le notifiche?

Il nostro tempo è caratterizzato dalla gratificazione immediata. Se abbiamo mal di testa vogliamo la pillola magica che ce lo faccia passare; cercare la causa del dolore e agire sul suo vero motivo è troppo complesso e ci vuole troppo tempo. Allenarsi con costanza è troppo impegnativo e i risultati arrivano dopo troppo tempo, molto meglio la nuova moda della palestra lampo che ti promette, in pochi minuti, gli stessi risultati di un allenamento di ore.

E allora come possiamo perseverare in questo periodo storico frenetico e immerso nell’iperstimolazione?

Perseverare in ciò che facciamo è di estrema importanza, non solo perché la perseveranza ci consente di ottenere i risultati ai quali ambiamo. Perseverare ci consente di essere più soddisfatti della nostra vita, perché è il modo grazie al quale appaghiamo il nostro innato bisogno di farcela, il nostro desiderio di superare le sfide. Un desiderio naturale presente in ognuno di noi che l’impellente necessità di gratificazione immediata sta anestetizzando.

Dolore vs piacere

Prova a pensarci: la maggior parte delle cose che facciamo per avere un piacere immediato, se considerate sul lungo periodo, ci procureranno qualche sorta di dolore. Qualche esempio? Il conforto che troviamo in una bella fetta di dolce, alla lunga, impatterà negativamente sulla nostra salute. La sigaretta che ci dona relax immediato, alla lunga farà lo stesso. Evitare di affrontare un problema con il nostro partner ci evita nell’immediato il dolore di una discussione o di una litigata.

Al contrario, molte delle cose che danno un dolore immediato (o se preferisci, un disagio), se considerate nel lungo periodo, ci procureranno piacere. Allenarmi comporta una serie di noie nel breve periodo, cioè ora: mi devo cambiare, devo andare in palestra, devo fare fatica… Ma se consideri l’allenamento sul lungo periodo è facile notare il piacere che ci darà: staremo meglio fisicamente, avremo più energia, saremo più soddisfatti di noi stessi. Optare per uno snack sano mi priva del piacere di gustarmi il mio dolce preferito, ma sul lungo termine questa scelta avrà impatti positivi sulla mia salute. Affrontare subito una discussione con il mio partner non sarà certo piacevole, ma gestire subito il problema eviterà che diventi così grande da incrinare il rapporto.

Ora prova a rispondere sinceramente alle domande che seguono.

  • Quali sono le abitudini che ho adottato per avere piacere immediato?
  • Se considero il lungo periodo, quali conseguenze avranno queste abitudini?
  • Quali sono le abitudini che evito e che sul lungo periodo avranno degli impatti positivi sulla mia vita?

Una sfida per te

E adesso ti lancio una sfida: scegli una delle tue abitudini che usi per avere gratificazione immediata e decidi di sostituirla oggi stesso con un’abitudine che darà i suoi risultati positivi nel tempo. Impegnati quotidianamente per mantenere fede alla tua decisione e in breve potrai renderti conto che per godere dei benefici non sarà necessario aspettare molto…

Ho una brutta notizia: recenti ricerche ci dicono che per consolidare una nuova abitudine sono necessari almeno 60 giorni, non 21 come un vecchio falso mito ci ha sempre detto. Pertanto, per poter dire di aver costruito una nuova abitudine, dovrai perseverare consapevolmente per almeno due mesi.

Ne vale la pena? Io dico di sì, perché sono profondamente convinto che una buona abitudine può cambiare davvero la tua vita.

Scopri di più su come puoi diventare ancora più perseverante con il mio webinar “P3 – Passione Perseveranza Performance”.

Ti aspetto! 🙂


Max Spini

NLP Coach & Trainer | Ultrarunner

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Info

Massimiliano Spini
NLP Coach & Trainer | Ultrarunner
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Massimiliano Spini - Coach & Ultrarunner 
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